La psicologia di Gesù
Siamo fatti di molte parti. Lo spiega molto bene Richard C. Schwartz nel suo libro dove descrive il modello dei sistemi familiari interni. Questo è molto evidente: ogni volta che riesci a descrivere un tuo comportamento o modo di essere, significa che ne sei già parzialmente distaccato. Se riesci a osservare con lucidità e consapevolezza profonda e dire: “Io penso così” o “Io sono fatto così”, vuol dire che sei capace di vedere quel “io” dall’esterno.
Ma allora, chi è quello che osserva? Chi è colui che dice “io”? L’“io” che descrivi, che spesso critichi o analizzi, non sei tu nella tua essenza più profonda. È solo una parte di te, non il tuo nucleo autentico. Se sei capace di osservare il tuo pensiero o comportamento da un’altra prospettiva, significa che c’è qualcosa di più vasto e profondo in te: un Osservatore.
Questo Osservatore spesso non è affatto d’accordo con ciò che vede. Ecco perché si può dire che il tuo vero “io” è un Altro.
Quando Gesù afferma: “Io sono la Via, la Verità, la Vita”, sta parlando dalla prospettiva del suo nucleo più autentico, quell’essenza che Lui incarna pienamente e che chiama “Padre”.
Gli disse Gesù: «Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me. Se conoscete me, conoscerete anche il Padre: fin da ora lo conoscete e lo avete veduto».
Giovanni 14, 6-7
Tutti noi, invece, tendiamo a identificarci automaticamente con il nostro piccolo “io”, un burattino animato dalle varie parti di noi stessi. Ogni parte, quando prende il sopravvento, “indossa” questo burattino e lo fa parlare, pensare e agire.
Le nostre parti interne non sono in armonia tra loro. Alcune soffrono, altre sono immature o svolgono compiti che non appartengono loro, impedendo così l’espressione del proprio talento. Questo è un vero peccato. Esiste però una parte che in realtà non è una parte, ma sei tu: il tuo nucleo, la tua essenza.
Se venisse riconosciuta e le venisse affidato il “governo”, tutto troverebbe il proprio equilibrio. Ma la caratteristica del tuo nucleo è che, a differenza delle parti, esso non prevarica, non giudica: è rispettoso, amorevole, lascia che le parti sbaglino perché le ama tutte e ha fiducia in loro, come un Padre farebbe con i propri figli.
Quando il nucleo viene interpellato, a volte può apparire duro, perché come dice il genio del linguaggio popolare “la verità fa male”. Le parti spesso percepiscono come sofferenza ciò che invece è crescita.
Se la psicologia deve avere uno scopo, non è guarire il burattino dai traumi del passato o istruirlo su cosa deve fare. Il vero intento dovrebbe essere conoscere e armonizzare le diverse parti che ci portiamo dentro, quelle derivanti dalla nostra storia personale e familiare, e permettere al nostro nucleo autentico di emergere e guidarci verso una vita più autentica.
L’aspetto straordinario di Gesù come psicologo (perché anche psicologo) è la sua affermazione rivoluzionaria e unica: non solo dichiara di essere il Figlio di Dio e di identificarsi pienamente con il Padre — quel nucleo profondo che mi pare Jung chiami Sé, Sibaldi Tutto, l’induismo Atman, il taoismo Tao ecc. ecc. — ma afferma pure che tutti (ma proprio tutti tutti) sono figli di Dio, se ne devono solo accorgere.
Ci invita a smascherare la menzogna più profonda e pervasiva, quella che ci avvolge al punto da diventare invisibile: l’illusione dell’individuo, del non diviso. L’idea che ciascuno di noi sia un monolite, un’entità che trova autenticità, verità e felicità solo nell’autoaffermazione, nel farcela da solo, nel prevalere sugli altri o ignorarli. È un’illusione radicata, ingenua e distruttiva, che anche le nostre parti interne hanno assorbito e replicato. Ma la verità è l’opposto: sei autentico solo nella relazione con l’altro. È lì che il tuo nucleo trova espressione. Questo è il mistero dell’amore, della coppia, dell’amicizia, della vita stessa.
Gesù ci invita a riconoscere ed alimnetare questa relazione essenziale, quella col Padre, l’unica parentela veramente importante. Perchè più ci connettiamo con questo nucleo profondo, più realizziamo i nostri desideri più autentici.
Gesù ci dice: se non capisci, se non sai come fare, basta che segui me. Imita ciò che faccio, lasciati guidare dal mio esempio. Alimenta la tua relazione interiore col Padre, lascia perdere il tuo “io” burattino e dai al Padre il governo della tua vita. Sarai sorpreso nel constatare che quando il Padre guida, ti senti più autentico, più te stesso, di quanto non sia mai stato quando lasciavi che le tue parti interne prendessero il controllo.
Io non posso far nulla da me stesso; giudico secondo quello che ascolto e il mio giudizio è giusto, perché non cerco la mia volontà, ma la volontà di colui che mi ha mandato.
Giovanni 5, 30
Del resto, non è un caso che Gesù ci abbia lasciato una sola preghiera, semplice e completa, come una chiave per accedere alla nostra vera essenza: il Padre Nostro.
Padre nostro, che sei nei cieli, si santificato il tuo nome,
venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà come in cielo così in terra
dacci oggi il nostro pane super sostanziale
e rimetti a noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori
e non farci entrare nella prova ma liberaci dal male
Πάτερ ἡμῶν ὁ ἐν τοῖς οὐρανοῖς· ἁγιασθήτω τὸ ὄνομά σου,
ἐλθέτω ἡ βασιλεία σου, γενηθήτω τὸ θέλημά σου, ὡς ἐν οὐρανῷ καὶ ⸀ἐπὶ γῆς·
τὸν ἄρτον ἡμῶν τὸν ἐπιούσιον δὸς ἡμῖν σήμερον·
καὶ ἄφες ἡμῖν τὰ ὀφειλήματα ἡμῶν, ὡς καὶ ἡμεῖς ⸀ἀφήκαμεν τοῖς ὀφειλέταις ἡμῶν·
καὶ μὴ εἰσενέγκῃς ἡμᾶς εἰς πειρασμόν, ἀλλὰ ῥῦσαι ἡμᾶς ἀπὸ τοῦ ⸀πονηροῦ
PS
Si, i vangeli sono stati scritti in greco, che era la lingua internazionale dell’epoca vedi qui la Koinè Greca
0 commenti